<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215</id><updated>2009-10-19T20:51:45.284+02:00</updated><title type='text'>Web Blog Polizia Privata</title><subtitle type='html'>Notiziario della Polizia Privata</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://polizia-privata.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>425</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-116237505012698122</id><published>2006-11-01T10:56:00.000+01:00</published><updated>2006-11-01T10:57:30.243+01:00</updated><title type='text'>Vedova fa causa alla prefettura «Al killer fu dato il porto d’armi»</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;VICENZA  &lt;br /&gt;A una guardia giurata assassina, che ha già scontato la pena ed è tornata libera, era stata concessa la licenza &lt;br /&gt;Vedova fa causa alla prefettura «Al killer fu dato il porto d’armi»&lt;br /&gt;I carabinieri di Arzignano e Valdagno e l’Ulss inizialmente avevano dato parere negativo, poi furono cambiate le carte. La famiglia chiede 800 mila euro. A breve la sentenza&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;di Ivano Tolettini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un individuo con un vizio di mente e che aveva abusato di sostanze psicotrope poteva essere rilasciato il porto d’armi? Perché dopo che inizialmente sia i carabinieri di Arzignano e Valdagno avevano dato parere negativo alla concessione della licenza, e lo stesso delegato dell’Ulss l’aveva ritenuto non idoneo per scompenso psicotico con prognosi definitiva di “dipendenza da solventi in depresso”, qualcuno cambiò le carte in tavola e a Giorgio Garbin, 46 anni, di Arzignano, fu messa in mano una pistola con la quale, da guardia giurata, uccise il collega Silvano Pellizzari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Garbin (difeso da Giuseppe Fucito) fu condannato a 8 anni con rito abbreviato perché gli venne concessa l’attenuante della seminfermità e pertanto ottenne la riduzione di metà della pena. Ha pure scontato la misura di sicurezza a Montelupo Fiorentino e da giugno è tornato libero.&lt;br /&gt;La famiglia Pellizzari, per il grave lutto subito, finora ha ricevuto un risarcimento irrisorio tenuto conto di quello che è accaduto e di ciò che ha patito. Per questo il suo avvocato Ferdinando Cogolato ha promosso una causa civile di 800 mila euro che è giunta alle battute conclusive davanti al tribunale di Venezia. Sono stati citati il ministero degli Interni, la prefettura di Vicenza e l’Ulss numero 5 Ovest Vicentino perché ognuno di loro, ad avviso della famiglia della guardia Ancr Pellizzari, ha compiuto errori di valutazioni nella concessione del porto d’armi. Del resto, il 27 dicembre 1995 i carabinieri di Arzignano a proposito della buona condotta di Garbin avevano dato parere negativo al rilascio del porto d’armi perché «lo stesso potrebbe abusare della richiesta autorizzazione». A firmare l’annotazione di servizio era stato il comandante Jurlo, memore del precedente di Garbin che risaliva al ’91 quando era stato prosciolto con la formula del “non doversi procedere” dal pretore di Arzignano dall’accusa di furto perchè era intervenuta l’amnistia.&lt;br /&gt;Il pollice verso venne confermato il 10 gennaio ’96 dalla compagnia di Valdagno che ritenne Garbin soggetto «non in possesso del requisito di ottima condotta e inoltre che, per equilibrio, non dia pieno affidamento di non abusare della richiesta autorizzazione».&lt;br /&gt;In entrambi i casi i timori dell’Arma si rivelarono fondati. Tuttavia, la prefettura il 17 gennaio 1996 disattendendo i pareri negativi dei carabinieri, attestò «che Garbin - come si legge nell’atto di citazione - era comunque in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 138 del testo unico della legge di pubblica sicurezza dichiarandolo idoneo allo svolgimento dell’attività di guardia particolare giurata». Successivamente, il comando compagnia di Valdagno modificavano radicalmente il parere precedente dell’allora comandante di stazione Jurlo, affermò che «Garbin risulta di normale condotta in genere». In realtà, Garbin aveva una preesistente infermità psichica, come ha sostenuto il dott. Bonifacio, che avrebbe dovuto impedire il rilascio del porto d’armi.&lt;br /&gt;Quando la prefettura fu chiamata in causa, in diritto con l’avvocato dello Stato Schiesaro sostenne anche che la citazione era nulla perché aveva cambiato nome, essendo diventata Ufficio Territoriale del Governo. La questione, ovviamente, era di lana caprina, tanto che il giudice respinse quello che in gergo si chiama «difetto di legittimazione passiva», non essendo cambiato nulla da quando c’è stato solo il cambiamento nominale. La prefettura, comunque, ha respinto ogni atto illegittimo sul suo comportamento perchè, a dire del suo avvocato, a ingannarla era stato il comando compagnia di Valdagno. Il suo personale, ha sostenuto, era stato diligente. Anche il ministero degli Interni e l’Ulss 5 dicono di non avere sbagliato. Però Garbin ha ucciso. Qualcuno gli aveva messo in mano la pistola. Gli eredi della vittima devono subire due volte per la colpa altrui? La parola al tribunale.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-116237505012698122?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/116237505012698122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/116237505012698122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/11/vedova-fa-causa-alla-prefettura-al.html' title='Vedova fa causa alla prefettura «Al killer fu dato il porto d’armi»'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115624710342806311</id><published>2006-08-22T13:42:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T13:45:03.430+02:00</updated><title type='text'>NAPOLI.Pistole giocattolo per le guardie giurate</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Pistole giocattolo contro il crimine. La maggior parte delle guardie giurate che presidiano enti pubblici, ospedali, aziende ha dovuto attendere mesi per il rinnovo del porto d’armi e si sono verificati casi di vigilantes, che per non perdere l’incarico, si sono presentati sul posto di lavoro con pistole di plastica nella fondina. L’allarme è stato lanciato dal sindacato Orsa-vigilanza, seguito a ruota dai sindacati confederali: tutti hanno denunciato una situazione insostenibile con guardie che senza il rinnovo del porto d’armi vengono sospese e altre, in attesa di assunzione, che hanno perso questa opportunità. Ma la prefettura smentisce che ci siano ritardi nelle procedure sia per il rinnovo che per il rilascio del porto d’armi. «Nella confusione – spiega Salvatore Di Bonito, vicesegretario dell’Orsa – molti vengono mandati davanti nei cantieri o negli uffici delle istituzioni pubbliche armati di pistole giocattolo». Due sono le situazioni tipo che riguardano i vigilantes: coloro che chiedono il porto d’armi per essere assunti da un istituto di vigilanza e quelli che invece già lavorano ma hanno il porto d’armi in scadenza e devono chiederne il rinnovo. Nel primo caso, secondo i sindacati, si attende anche oltre un anno, nel secondo dai 4 agli 8 mesi. «Chiediamo il rinnovo novanta giorni prima della scadenza - spiega Pietro Contemi, segretario provinciale dell’Orsa, comparto vigilanza - ma scaduto questo termine le nostre pratiche giacciono lì in abbandono. L’ottantanovesimo giorno il dirigente spiega al lavoratore che manca una crocetta o si è persa una foto, manca la marca da bollo e così via... Intanto l’istituto di vigilanza con impressionante zelo ti sospende e a un padre di famiglia non resta altro che fare la via Crucis in prefettura finché non si ottiene il decreto. Di Bonito dovette diffidare la prefettura per avere il rinnovo del porto d’armi. Il prefetto non ci ha mai voluto ricevere». Senza pistola, quindi senza lavoro. Molte delle circa 7000 guardie giurate che lavorano nei 50 istituti di vigilanza tra Napoli e provincia, si sono trovate in questa situazione. Per questo motivo - oltre che per una lunga vertenza con un istituto di vigilanza - il sindacato ha avviato una procedura di raffreddamento e tra alcuni giorni proclamerà lo sciopero. «Abbiamo segnalato il problema molte volte – sottolinea Marco Verde della Fisascat Cisl – ma la situazione non cambia. Ci sono ragazzi che sono rimasti senza lavoro per mesi e anche noi abbiamo sentito di questa nuova prat ica di mandare la gente a vigilare con armi finte. È vergognoso». «Nessuno ci ascolta – aggiunge Vincenzo Scognamiglio della Cgil – siamo una categoria tra le più maltrattate». &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115624710342806311?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624710342806311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624710342806311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/napolipistole-giocattolo-per-le.html' title='NAPOLI.Pistole giocattolo per le guardie giurate'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115624696623179988</id><published>2006-08-22T13:41:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T13:42:46.233+02:00</updated><title type='text'>Como: poliziotto privato sorprende ladri in cantiere e spara</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;GRANDATE (Como) - In un cantiere di un albergo in costruzione a Grandate (Como), un poliziotto privato ha sorpreso due ladri e ha esploso diversi colpi di pistola per tentare di bloccarli. Due uomini di colore erano intenti a rubare rame dall'interno del cantiere e quando la guardia ha intimato di fermarsi loro sono saliti su un'auto e si sono dati alla fuga. La guardia ha esploso una decina di colpi di pistola mirando agli pneumatici, ma non e' riuscito nell'intento.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115624696623179988?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624696623179988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624696623179988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/como-poliziotto-privato-sorprende.html' title='Como: poliziotto privato sorprende ladri in cantiere e spara'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115624686728556846</id><published>2006-08-22T13:39:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T13:41:07.286+02:00</updated><title type='text'>Bloccato e disarmato da un poliziotto privato</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;MOLFETTA - Un ragazzo di 16 anni, ospite di una comunita', e' stato arrestato per tentativo di rapina aggravata e porto illegale di arma bianca. Il giovanissimo e' stato sorpreso dai carabinieri in una tabaccheria mentre minacciava con un coltello da cucina la titolare dell'esercizio commerciale. Il minorenne ha tentato di fuggire ma e' stato subito bloccato e disarmato da un poliziotto privato libero dal servizio e dai militari.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115624686728556846?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624686728556846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624686728556846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/bloccato-e-disarmato-da-un-poliziotto.html' title='Bloccato e disarmato da un poliziotto privato'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115624679112462254</id><published>2006-08-22T13:38:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T13:39:51.146+02:00</updated><title type='text'>Mensorio, i segreti dietro quel salto</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Mensorio, i segreti dietro quel salto  &lt;br /&gt;Sotto inchiesta per favori ai clan ripeteva: sono un nuovo Tortora Nella sua borsa ritrovato un memoriale di 40 pagine &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIGI DI FIORE Solo due righe tipografiche. Un ricordo, un gesto per scostare il velo di rimozione della memoria. Poche parole, dettate da Luigi Annunziata di Terzigno che «ricorda con rimpianto Carmine Mensorio a 10 anni dalla scomparsa». Nulla di più, nessuna parola stonata. Solo l’appellativo con cui Mensorio era conosciuto dai suoi compaesani di Saviano di Nola: «professore». O meglio «’o prufessore». Nel vortice di notizie che bruciano gli avvenimenti in pochi secondi, quel necrologio nell’edizione di ieri de Il Mattino ha rammentato, dieci anni dopo, una drammatica vicenda giudiziaria, politica e soprattutto umana: il suicidio di Carmine Mensorio. Era il 16 agosto del 1996, sembra un secolo. Si era ancora nel pieno delle inchieste di Tangentopoli che, dalle nostre parti, hanno significato anche fascicoli investigativi sui rapporti, veri o presunti, di esponenti politici con i clan della camorra. Tanti nomi noti della politica campana rimasero coinvolti in quelle indagini. C’era anche Carmine Mensorio. Nel mondo politico della Dc non aveva raggiunto i traguardi di un Gava, o un Pomicino, ma veniva considerato tra i potenti delle nostre parti negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Le cifre delle sue preferenze, numeri impensabili in questa Seconda Repubblica, parlavano chiaro: 88 mila voti nel 1979; quattro anni dopo sono 94 mila e addirittura salgono a 111 mila nel 1987. In tempi mutati, con Mani pulite che incalzava, il ridimensionamento delle preferenze: 39 mila voti nel 1992, che comunque gli consentirono di arrivare in Senato. ’O prufessore era di origini contadine e non le rinnegava, non disdegnava il dialetto e stringeva mille mani quando tornava, da vero re della zona, nella sua Saviano. Tra Napoli e Roma, forse preferiva quella sua semplice villetta di campagna, dove si sentivano gli odori dei prodotti della terra. I suoi sorrisi paesani si infransero tra i flutti del mare a quattro miglia da Ancona, poco dopo le undici del mattino del 16 agosto 1996. Mensorio era da quattro mesi latitante, inseguito da due ordinanze cautelari, firmate dal giudice Antonio Sensale, gip di tutte le principali inchieste sulla camorra scaturite dalle dichiarazioni del pentito Pasquale Galasso tra il 1993 e il 1994. Accuse pesanti: associazione camorristica, concorso in concussione aggravata, poi abuso d’ufficio. I magistrati della Dda napoletana ritenevano che Mensorio avesse appoggiato una ditta di guardie giurate, la «Vigilante due», dei fratelli Buglione di Nola. Appoggi diversi: per ottenere le autorizzazioni necessarie dalla Questura e dalla Prefettura; per l’assegnazione della vigilanza in varie strutture, come il Cis di Nola. Nella richiesta di autorizzazione all’arresto, inviata in Senato il 26 luglio 1995, il giudice Sensale scriveva che «il senatore Mensorio si interessava alla struttura societaria come uti dominus». Ma soprattutto, secondo i magistrati, quella società di vigilantes si sarebbe imposta nella zona con metodi violenti assicurati dai contatti con esponenti del clan camorristico di Carmine Alfieri. Accuse infamanti, che cominciarono a diventare un incubo per il senatore. La richiesta d’arresto fu respinta in Parlamento con una maggioranza ampia, mentre ’o prufessore continuava a ripetere: «Se quelli mi mettono in carcere, squagliano la chiave». Un carattere impulsivo, emotivo, che in quei giorni non trovava pace neanche in famiglia con la moglie e i tre figli. Da sempre nella Dc, era stato medico chirurgo all’Ascalesi. Poi docente di anatomia chirurgica all’Università Federico II e direttore dell’Isef. Un incarico che per molti anni gli portò consensi e voti. La disgregazione della Balena bianca, subito dopo la bufera di tangentopoli, lo fece approdare nel Ccd di Casini e Mastella. Da quel partito, venne sospeso subito dopo il coinvolgimento giudiziario. E lui, nei giorni della tempesta, si lamentò sempre di essere stato lasciato da solo a difendersi. Urlava la sua innocenza e tentò di evitare il carcere, candidandosi con una sua lista: Democrazia sociale, dove inserì tutti medici a lui legati. Non ce la fece, prese il 12 per cento dei voti nel collegio Boscotrecase-Nola, e nei suoi confronti scattò la nuova ordinanza cautelare. La latitanza. Tra telefonate ai cronisti e agli avvocati Mario Tuccillo e Vittorio Fucci, che lo avevano assistito ottenendo dal Riesame l’annullamento parziale dell’ordinanza cautelare. Si rifugiò in Grecia. Diceva: «Sono un nuovo Tortora. Non sono Al Capone. Se io fossi, come dicono, un camorrista, non avrei potuto camminare a fronte alta nel mio paese». Decise di nominare un altro avvocato, un compaesano: Erasmo Fuschillo, che difendeva anche i fratelli Buglione. Proprio Fuschillo andò a prenderlo in Grecia, per farlo costituire. Nessun altro sapeva. Lui trascorse con il penalista 18 ore da Patrasso, a bordo della «Superfast uno», un mega-traghetto. Poi, la decisione. Prese il caffè con l’avvocato, lo salutò, chiuse un memoriale di 40 fogli, attaccati con delle graffette metalliche, nella sua borsa in cabina. E poi fuori: si aggrappò a un lampione del ponte per spiccare un volo di 40 metri. Verso la libertà eterna. In fuga dai suoi timori, dai suoi giudici, dalle accuse che respingeva nel terrore del carcere. «Tragico epilogo» aveva intitolato il memoriale lasciato con grafia nervosa e turbata a ribadire la sua innocenza. Esplosero fisiologiche polemiche: ci fu chi accusò i magistrati per l’accanimento nell’arresto e chi, invece, ipotizzò che il suicidio fosse stato istigato. Un’inchiesta della Procura di Ancona fugò ogni dubbio: a 58 anni Mensorio si era ucciso da solo, non sopportando il peso di quell’esperienza. Dieci anni dopo, sembrava tutto dimenticato. Poi, quel necrologio. E il ricordo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115624679112462254?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624679112462254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115624679112462254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/mensorio-i-segreti-dietro-quel-salto.html' title='Mensorio, i segreti dietro quel salto'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115563858843274874</id><published>2006-08-15T12:41:00.000+02:00</published><updated>2006-08-15T12:43:08.433+02:00</updated><title type='text'>Rapinò 729mila euro da un portavalori . Ora deve pagare le tasse sul bottino</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Rapinò 729mila euro da un portavalori &lt;br /&gt;Ora deve pagare le tasse sul bottino&lt;br /&gt;Forse penserà ad uno scherzo quando gli arriverà la cartella esattoriale, recapitata direttamente nel carcere dove deve scontare 4 anni e sei mesi per il furto, nel 2004, all'agenzia portavalori in cui lavorava. 330 mila euro di tasse, più interessi, più le sanzioni per gli anni, due finora, di evasione fiscale. Questo è quanto il contribuente Antonio, ladro condannato, deve al fisco. La sua refurtiva, infatti - 729 mila euro trovati nascosti in un materasso - è un reddito non dichiarato. In base alla nuova normativa Bersani, la stessa che ha riguardato tassisti, avvocati e farmacisti, anche gli introiti derivati da attività illecite, come il furto, possono e devono essere tassati. Il decreto inchioda una nuova categoria: quella dei ladri di professione, sotto la voce di "redditi diversi". Così gli uomini della Guardia di Finanza di Bolzano hanno deciso di segnalare il caso di Antonio alla Agenzia delle entrate. Primo caso in Italia. E se in precedenza i ladri potevano sfuggire in qualche modo alle pignole categorie del Fisco, ora, spiegano i finanzieri di Bolzano, non si possono più nascondere nei buchi neri della legge. Dovranno pagare: altrimenti ci sarà il pignoramento dei beni, oppure un domani, usciti dal carcere, trovato un lavoro, dovranno saldare il loro debito: 1/5 dello stipendio andrà dritto nelle tasche del fisco.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115563858843274874?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563858843274874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563858843274874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/rapin-729mila-euro-da-un-portavalori.html' title='Rapinò 729mila euro da un portavalori . Ora deve pagare le tasse sul bottino'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115563851001994926</id><published>2006-08-15T12:39:00.001+02:00</published><updated>2006-08-15T12:41:50.020+02:00</updated><title type='text'>Ucciso poliziotto privato</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;CUNEO. Sente dei rumori. Una lite. Poi le grida. Gomme che stridono sul piazzale sterrato. Le auto, forse, tentano di speronarsi. Lui, guardia giurata, controlla l’area fieristica. Avverte via radio: «Esco a controllare cosa accade». Si avvicina: è uno scontro tra due gruppi: albanesi e italiani. Cerca di sedare la rissa. E chiede aiuto alla centrale. I giovani scappano: una delle auto in fuga lo falcia. Rocco Rizzari, 57 anni, residente a Busca in provincia di Cuneo, muore poche ore dopo, in ospedale. Un giovane di Dronero (Cuneo), viene arrestato: l’accusa è di omicidio volontario. Un regolamento di conti tra bande davanti al «Miac», il mercato alla periferia di Cuneo, sfocia in un delitto. Una decina di persone litigano. Il vigilantes - messinese, da un anno in servizio alla «Capranico vigilanza» - controlla la struttura, dove a fine mese si aprirà la Grande Fiera d’Estate. E’ notte, la zona è isolata. Vicino non ci sono case.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile ricostruire la dinamica dell’accaduto e, soprattutto, le ragioni dello scontro fuori dell’area espositiva: a questo lavorano i carabinieri e la procura. Secondo i primi accertamenti, Rizzari si accorge del violento litigio, lo segnala alla centrale dell’istituto e va a controllare sul piazzale esterno. Si rende conto della gravità della situazione, ma viene avvicinato e, forse, circondato. Chiede aiuto alla centrale: avrebbe anche esploso due colpi di pistola in aria, poi l’arma (una semiautomatica «9x21») si sarebbe inceppata. Nel parapiglia un’auto parte a forte velocità e travolge il «vigilante». E’ un «fuggi fuggi» generale: sullo sterrato rimane soltanto il corpo agonizzante della guardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’allarme all’istituto di vigilanza, intervengono carabinieri e polizia, che circondano la zona. Rocco Rizzari, soccorso dall’ambulanza del «118», viene trasportato al «Santa Croce»: muore poco dopo il ricovero in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scattano le ricerche, da parte dei carabinieri di Cuneo. Una «Bmw», con due italiani, viene intercettata e fermata a pochi chilometri dal luogo del drammatico episodio: sarebbe stata quell’auto a travolgere la guardia giurata. Alla guida c’è Fortunato Galastro, 32 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I carabinieri mantengono stretto riserbo sulle indagini. Devono accertare le responsabilità di una decina tra italiani e albanesi, alcuni dei quali sono stati medicati all’ospedale per contusioni riportate durante la rissa e nel corso della fuga in auto (ieri sera due erano ancora trattenuti in osservazione). L’italiano fermato sulla «Bmw», guidata da Galastro, sarebbe ferito a un orecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I testimoni sono stati sentiti dagli inquirenti. Dev’essere chiarito il motivo del «regolamento»: nessuna ipotesi viene scartata, da conti in sospeso per questioni di droga o soldi ad eventuali sgarbi fra due bande. Al lavoro ci sono anche gli uomini della Scientifica del reparto operativo dei carabinieri, che hanno eseguito i rilievi nel piazzale e sull’auto recuperata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La sicurezza nel nostro settore è un grande problema» commenta Salvatore Bove, segretario della Uil-Tucs, che rappresenta le guardie giurate.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115563851001994926?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563851001994926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563851001994926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/ucciso-poliziotto-privato.html' title='Ucciso poliziotto privato'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115563838785077807</id><published>2006-08-15T12:39:00.000+02:00</published><updated>2006-08-15T12:39:47.853+02:00</updated><title type='text'>RIMINI: VIGILANTES ABUSIVI, TROVATA LA CENTRALE</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;BELLARIA -&lt;/b&gt; Lo sapevano tutti, ma alla fine solo gli agenti del commissariato estivo hanno avuto la costanza di unire insieme i vari tasselli e trovare le prove per arrivare alle denunce. Parliamo delle guardie notturne abusive che operavano nei bagni centrali di Bellaria. La Polizia, al termine delle indagini, ha così denunciato in stato di libertà, per il reato di "prestazioni illecita di opera di vigilanza", sia il titolare di una società di servizi che ha sede a San Marino - e che chiaramente non ha la licenza per eseguire la vigilanza e che viene rilasciata dal Prefetto -, che due persone che "arrotondavano lo stipendio" facendo doppio lavoro - e che a loro volta non avevano nessun tesserino che ne attestasse l'idoneità a svolgere tale incarico. A finire nei guai sono stati così un imprenditore sammarinese 49enne e due persone residenti a Rimini e San Clemente, di 47 e 53 anni, che si prestavano a "tener pulito" la spiaggia bellariese duarante la notte. Il tutto per un notevole giro d'affari, soprattutto per l'imprenditore del Titano, se corrisponde al vero che per far vigilare - nel solo mese di agosto - i 12 bagni che aveva sotto contratto aveva ottenuto circa 700 euro da ognuno di loro, mentre ai due che operano sull'arenile sembra non venisse pagato più di 50 o 60 euro a notte. Che ci fosse vigilanza di notte, chiaramente abusiva, era ormai sotto gli occhi di tutti perchè i due non si limitavano certo a "mettere a posto la spiaggia" ma facevano alzare le persone che si sedevano sulle brandine o che lasciavano una bottiglia a terra fino a mandare via chi si tratteneva sull'arenile. I poliziotti hanno raccolto delle testimonianze, hanno tenuto d'occhio i due che lavoravano durante la notte e poi hanno denunciato il tutto. La cosa incredibile di questa vicenda è che lo stesso lavoro la dozzina di bagnini di Bellaria che ha ingaggiato la società sammarinese, che non ha nessun titolo e nessuna esperienza nel ramo, poteva averlo da società di vigilanza in regola con tutti i permessi, e quasi certamente a un prezzo inferiore e con in spiaggia persone qualificate e preparate per affrontare qualsiasi situazione. La cosa che dispiace, in tutta questa storia, è che quasi certamente il sammarinese e la sua società non avranno grossi problemi, mentre i due del riminese rischiano di rimetterci non pochi soldi per pagare i legali, e forse anche qualche multa per l'evasione fiscale.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115563838785077807?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563838785077807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563838785077807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/rimini-vigilantes-abusivi-trovata-la.html' title='RIMINI: VIGILANTES ABUSIVI, TROVATA LA CENTRALE'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115563833027488463</id><published>2006-08-15T12:36:00.000+02:00</published><updated>2006-08-15T12:38:50.286+02:00</updated><title type='text'>BOLOGNA - Rumeno arrestato dai poliziotti privati</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Un rumeno di 31 anni, I.M., clandestino, e' statao arrestato dai carabinieri della stazione di Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per sequestro di persona e tentata violenza sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso l'1,30 della scorsa notte, l'uomo ha contrattato una prestazione sessuale con una prosituta di 19 anni del Ghana, clandestina e senza fissa dimora, in attesa di clienti in zona Borgo Panigale, alla periferia del capoluogo emiliano. L'ha fatta salire sulla propria auto e l'ha trasportata contro la sua volonta' in via Rossa a Casalecchio. Qui l'ha picchiata selvaggiamente e ha tentato di violentarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma proprio in quel frangente si e' trovata a transitare una pattuglia dell'istituto di vigilanza privata ''la Patria'' che nell'assistere alla scena e' intervenuta. I due poliziotti privati hanno cosi' bloccato il rumeno e l'hanno poi consegnato ai militari dell'Arma. La donna ha riportato solo delle ferite agli arti inferiori e qualche ecchimosi.  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115563833027488463?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563833027488463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115563833027488463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/bologna-rumeno-arrestato-dai.html' title='BOLOGNA - Rumeno arrestato dai poliziotti privati'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115512394477738125</id><published>2006-08-09T13:44:00.000+02:00</published><updated>2006-08-09T13:45:44.796+02:00</updated><title type='text'>INCIDENTI: FERITE TRE GUARDIE GIURATE NEL FOGGIANO</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Tre poliziotti privati sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto, questo pomeriggio, nel tratto dell'autostrada A/14, tra Foggia e Cerignola in direzione Sud. Per cause ancora da accertare il furgone, che faceva la spola tra i caselli autostradali per ritirare gli incassi, su cui viaggiavano le tre guardie giurate e' uscito fuori strada. Due vigilantes sono stati ricoverati all'ospedale Tatarella di Cerignola, mentre il terzo e' stato trasportato agli Ospedali Riuniti di Foggia. Sul posto sono intervenute alcune squadre della sottosezione della Polizia Stradale, dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Foggia.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115512394477738125?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115512394477738125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115512394477738125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/incidenti-ferite-tre-guardie-giurate.html' title='INCIDENTI: FERITE TRE GUARDIE GIURATE NEL FOGGIANO'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115480674828176291</id><published>2006-08-05T21:37:00.001+02:00</published><updated>2006-08-05T21:39:08.283+02:00</updated><title type='text'>Uccisero un poliziotto privato: liberi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Liberi grazie all’indulto i due assassini del poliziotto privato ucciso a Torre Annunziata 11 anni fa. Era il 4 ottobre ’95 e Umberto Di Palma, poliziotto privato de La Pantera venne ucciso mentre tentava di difendere la propria pistola d’ordinanza dall’assalto di due rapinatori. Oggi, quei due rapinatori, condannati a 14 anni, sono destinati a lasciare la cella. È stato scarcerato Nicola Federico e sarà presto liberato il complice Carlo Caglione. Erano giovanissimi quando provarono a strappare la pistola al poliziotto privato, iniziando una colluttazione che provocò la morte dello stesso. Indignazione nella famiglia della vittima.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115480674828176291?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115480674828176291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115480674828176291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/uccisero-un-poliziotto-privato-liberi.html' title='Uccisero un poliziotto privato: liberi'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115480665884908934</id><published>2006-08-05T21:37:00.000+02:00</published><updated>2006-08-05T21:37:38.850+02:00</updated><title type='text'>Rapina alle poste: rubati 300mila euro</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;uattro rapinatori armati di un kalashnikov e di pistole, hanno messo a segno una rapina da 300 mila euro all'ufficio postale di Cineto Romano (Tivoli) ieri alle 7 e 30. Dopo avere immobilizzato e rubato le pistole di due poliziotti privati arrivati con il furgone portavalori in via Todini i rapinatori, di cui due a volto coperto e due a volto scoperto (tra i quali una donna) per prelevare il denaro hanno tagliato le valigette di sicurezza con un frullino.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115480665884908934?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115480665884908934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115480665884908934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/rapina-alle-poste-rubati-300mila-euro.html' title='Rapina alle poste: rubati 300mila euro'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115480660864709564</id><published>2006-08-05T21:33:00.000+02:00</published><updated>2006-08-05T21:36:48.666+02:00</updated><title type='text'>CRONACA DELL'INDULTO...</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Esce per indulto: aggredisce la ex&lt;br /&gt;Udine,54enne ha tentato di strangolarla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo di 54 anni grazie all'indulto è uscito dal carcere di Udine, dove stava scontando 8 mesi per maltrattamenti a moglie e figli. Poco dopo si è recato a San Daniele del Friuli, dove vive l'ex consorte. L'ha attesa all'angolo della strada dove abita e appena l'ha vista, l'ha aggredita, sbattendole la testa sull'asfalto e cercando di strangolarla. Lei è stata salvata da un romeno, mentre lui è stato arrestato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carla Milan, 48 anni, deve la vita a quel passante che ha fermato la furia omicida dell'uomo. Nel frattempo, altre persone hanno chiamato i carabinieri della locale stazione e un'ambulanza. Melis è finito in manette per tentato omicidio. L'ex moglie è stata ricoverata nell'ospedale di San Daniele: sta bene anche se ha riportato numerosi ematomi al capo e alla nuca e ha evidenti segni di tentativo di strangolamento al collo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Record per due sardi&lt;br /&gt;E' durata solo qualche ora la libertà per due detenuti usciti grazie all'indulto dal carcere di Macomer (Nuoro). Per festeggiare la scarcerazione, alle 18, hanno deciso di entrare in un bar ma, dopo essersi dati all'alcol, hanno attirato l'attenzione di una pattuglia della polizia. Alla richiesta delle generalità gli agenti si sono visti aggredire. Così entrambi sono stati nuovamente arrestati, poco prima delle 23. I due, Massimiliano Formula, di 32 anni, di Sassari, e Raimondo Muntoni, di 28, di Tula, usciti dall'istituto di pena, hanno raggiunto un bar centrale di Macomer, non lontano dal carcere, dove hanno deciso di festeggiare l'evento. Ma dopo le 20, alla vista di un'auto della polizia, avrebbero insultato gli agenti che, scesi dal mezzo, hanno chiesto loro i documenti. Al loro rifiuto è seguito l'invito per un controllo in commissariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione è stata violenta con pugni e calci contro gli agenti che ne hanno fermato uno mentre, poco dopo, sono giunti anche i carabinieri che hanno arrestato anche l'altro scarcerato. I due sono stati rinchiusi subito nel penitenziario di Oristano in attesa del processo con rito direttissimo. Per loro l'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, violenza e danneggiamento. Da record.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Genova primato sfiorato&lt;br /&gt;E' durata cinque ore e mezzo la libertà riacquistata grazie all'indulto da un uomo di Taranto, uscito alle 22 di martedì dal carcere di Marassi, dove era finito per una serie di furti compiuti in varie città d'Italia, e arrestato alle 3.40 dagli agenti della polfer di Genova per tentato furto. Dopo aver vagato per alcune ore in città, aveva sfondato la vetrata di una pizzeria ed era entrato per rubare. C.L., 45 anni, è stato bloccato dai poliziotti nei pressi della stazione Brignole mentre fuggiva, inseguito da una guardia giurata. Ora è nuovamente in carcere con l'accusa di tentato furto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dodici ore a Trieste&lt;br /&gt;Scarcerato grazie all'indulto alle 16 di martedì è tornato in cella dodici ore più tardi, dopo essere stato sorpreso dai carabinieri mentre tentava di rubare un'autovettura: è accaduto la scorsa notte a Trieste, a un pregiudicato, Giampaolo Monteduro, 49 anni. I militari - informa una nota del Comando provinciale dell' Arma - lo hanno sorpreso mentre con un paio di forbici tentava di forzare una Fiat 500 parcheggiata lungo la strada. L' uomo era stato notato armeggiare intorno alla vettura da alcuni residenti, uno dei quali ha chiamato i carabinieri. Ora, è di nuovo in cella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In carcere a tutti i costi&lt;br /&gt;Uscito dal carcere, vi è subito rientrato per un mandato di cattura internazionale. E' successo a un cittadino serbo, Mirkovic Svetozar, 34enne di Belgrado, uscito dal carcere di Sulmona con altri 17 extracomunitari, tutti sprovvisti di permesso di soggiorno. I poliziotti dell'ufficio stranieri del locale commissariato si sono accorti che l'extracomunitario doveva essere riarrestato per un mandato di cattura internazionale per una rapina compiuta nei mesi scorsi.Per Mirkovic Svetozar si sono riaperte le porte del carcere.  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115480660864709564?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115480660864709564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115480660864709564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/08/cronaca-dellindulto.html' title='CRONACA DELL&apos;INDULTO...'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115437959907229570</id><published>2006-07-31T22:59:00.000+02:00</published><updated>2006-07-31T22:59:59.106+02:00</updated><title type='text'>ESODO: CENSIS, CON SOSTA IN AUTOSTRADA -20% MORTI IN INCIDENTI anche grazie alla presenza della Vigilanza privata.</title><content type='html'>(AGI) - Roma, 31 lug. - Il 15% degli incidenti e dei feriti in autostrada e il 20% delle morti "potrebbero essere evitati interrompendo il viaggio e ripristinando le condizioni ottimali di guida per mezzo di una sosta adeguata". E' una delle conclusioni piu' sorprendenti che emergono dal dossier sulla sicurezza in autostrada realizzato dal Censis per Autogrill e presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, tra gli altri, Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, Gianmario Tondato Da Ruos, amministratore delegato Autogrill, Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera dei deputati, Luciano Rosini, direttore centrale delle specialita' della Polizia di Stato, Andrea Annunziata, sottosegretario ai Trasporti, e - nelle vesti di testimonial - il campione di motociclismo Loris Capirossi. Negli spostamenti di media e lunga percorrenza - sottolineano gli autori della ricerca - un viaggio ininterrotto e' di per se' un "fattore negativo per la sicurezza", capace di incidere sulla soglia di attenzione e la capacita' di guida del conducente: la sosta nelle aree di servizio puo' svolgere una funzione di prevenzione nel caso di tanti sinistri causati da sonnolenza, affaticamento, stress, scarsa lucidita', malori, distrazioni. In vista dell'esodo estivo, Autogrill ha messo a punto il progetto denominato "pit stop della sicurezza", teso proprio a rendere piu' sicuri gli spostamenti dei vacanzieri: quanti si fermeranno nelle aree di sosta si vedranno consegnare un test di autovalutazione ("scopri che guidatore sei") della loro predisposizione al rischio. A Chi consegnera' il questionario compilato alla cassa sara' offerto un caffe'. L'iniziativa si aggiunge ai numerosi servizi gia' garantiti da Autogrill: in 27 siti sono stati rafforzati i presidi medici e di sicurezza, con la disponibilita' 24 ore su 24 di un'autoambulanza con personale paramedico e per il primo soccorso, mentre in altre 26 aree &lt;strong&gt;saranno presenti guardie giurate all'esterno e all'interno dei locali, con automezzo identificato e collegamenti radio con le centrali operative&lt;/strong&gt;. Attenzione particolare anche per i bambini (con aree di intrattenimento e baby room), i camionisti ("trucker club" in 19 aree dotati di parcheggi videosorvegliati, schermi tv con programmi satellitari e docce gratuite), motociclisti ("Bikers club" in 12 siti con parcheggi coperti e videosorvegliati) e piccoli animali domestici (17 i "Fido Park" con aree recintate, cucce isolate termicamente e assistenza di primo intervento veterinario).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115437959907229570?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115437959907229570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115437959907229570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/esodo-censis-con-sosta-in-autostrada.html' title='ESODO: CENSIS, CON SOSTA IN AUTOSTRADA -20% MORTI IN INCIDENTI anche grazie alla presenza della Vigilanza privata.'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115365076715157676</id><published>2006-07-23T12:31:00.000+02:00</published><updated>2006-07-23T12:32:47.153+02:00</updated><title type='text'>Andria, tenta di bloccare camion rubato ferito vigilante coraggioso</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt; ANDRIA Avvista un camion rubato, si mette prontamente al suo inseguimento, ma viene speronato da un'auto «pirata» che segue a distanza ravvicinata il mezzo rubato e finisce rovinosamente fuori strada. Avrebbe potuto andare peggio alla guardia dell'istituto privato «Vigilanza giurata» che, nella nottata tra mercoledì e giovedì scorso, aveva intercettato il transito furtivo su via Castel del Monte di un grosso camion che si aggirava a fari spenti ed aveva deciso di seguirlo. Secondo quanto si è appreso subito dopo il suo ricovero in ospedale, l'uomo, che stava compiendo il suo giro di verifiche notturne al volante di una Fiat «Panda» con i colori di istituto, aveva cercato di bloccare il pesante automezzo. Nel tentativo di affiancare il camion, l'autovettura sarebbe stata raggiunta da un automezzo e mandata fuori strada con manovre spregiudicate dall'autista del mezzo pirata, che è riuscito a dileguarsi senza lasciar traccia e, soprattutto, coprendo la ritirata dell'automezzo da lavoro, risultato rubato a Trani qualche giorno prima dell'incontro ravvicinato. Nell'estemporaneo fuoripista, la guardia giurata ha riportato ferite di vario tipo guaribili con dieci giorni di prognosi. Sul luogo dell'incidente è arrivata subito dopo una segnalazione una «volante» del commissariato di Pubblica sicurezza, il cui equipaggio, dopo avere disposto il ricovero del ferito all'ospedale civile «Bonomo», ha dato inizio alle ricerche dei pirati della strada.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115365076715157676?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115365076715157676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115365076715157676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/andria-tenta-di-bloccare-camion-rubato.html' title='Andria, tenta di bloccare camion rubato ferito vigilante coraggioso'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115365067500490099</id><published>2006-07-23T12:25:00.000+02:00</published><updated>2006-07-23T12:31:15.006+02:00</updated><title type='text'>Autovelox ma senza vigili a bordo, guardia giurata attacca il comandante</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt; ROSETO – Auto dei vigili in sosta sul lungomare nord, nessuno a bordo, ma autovelox attivo. A testimoniarlo è una guardia giurata rosetana, che transitava in quel tratto e ha notato l’anomalia. «Il limite di velocità era stato appena ribassato a trenta chilometri orari, e quindi era facile cogliere automobilisti in difetto – racconta il giovane – L’assenza di vigili sull’auto mi è parsa una cosa gravissima, così ho rallentato, senza fermarmi né tanto meno scendere dalla mia macchina, e ho scattato una foto dell’abitacolo deserto. In quel momento ho notato il comandante della polizia municipale, Tarcisio Cava, uscire di corsa da un lido vicino e prendere il mio numero di targa. Non mi sono preoccupato perché non stavo facendo niente di male, e ho portato la foto al sindaco ma qualche giorno dopo eccomi recapitare una multa per divieto di sosta». Diversa la versione del comandante Cava, che spiega: «Per alternare prevenzione e repressione a volte lascio parcheggiata la vettura senza operatori a bordo e con l’autovelox in mostra, ma mai in funzione.»&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115365067500490099?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115365067500490099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115365067500490099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/autovelox-ma-senza-vigili-bordo.html' title='Autovelox ma senza vigili a bordo, guardia giurata attacca il comandante'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115365033876070536</id><published>2006-07-23T12:20:00.000+02:00</published><updated>2006-07-23T12:25:38.783+02:00</updated><title type='text'>"SULLA SPIAGGIA ORMAI E' SCONTRO APERTO"</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;FUSCO: "MUSSONI SBAGLIA, I BAGNINI NON POSSONO FARE CIO' CHE VOGLIONO. S'INFORMI".&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;RIMINI - &lt;/b&gt;Si fa sempre più colorita la polemica a distanza tra il leader dei bagnini Giorgio Mussoni e l'ex Segretario Provinciale del S.A.V.I.P. Marco Fusco, guardia giurata di professione. Dopo il primo botta e risposta, ieri Mussoni aveva detto chiaramente che "la spiggia non deve essere militarizzata" e che "i pistoleros e le guardie giurate potevano andare altrove perchè alla custodia delle attrezzature e delle concessioni ci avrebbero pensato i bagnini assumendo, laddove serve, personale in regola". Oggi tocca allo stesso Marco Fusco controbattere. "Siamo circondati - dice il responsabile della Sicurezza per Rimini e provincia per Azione Sociale - da un branco di finti sordi e di tarati mentali. Ogni qual volta interviene lo Stato per imporre regole ben precise dettate dalla legislatura nazionale, c'è sempre qulacuno al quale vanno le scarpe strette. Evidentemente Mussoni si è sentito profondamente toccato nelle lettura delle regole che il&lt;b&gt; T.U.L.P.S.&lt;/b&gt; impone. Parla di spiaggia militarizzata - insiste Fusco - e non sa neanche cosa sta dicendo; parla di regole e non sa neanche che cosa siano. I bagnini ne rispondono solo per quello che riguarda il territorio comunale, ma per il Demanio dello Stato non hanno la minima competenza. Quindi o lavori in regola o ti pieghi alla regola che lo Stato impone. Non esistono leggi da farsi in proprio, ma quelle comuni a tutti e che chiunque dovrebbe rispettare. Se l'&lt;b&gt;Arma dei Carabinieri&lt;/b&gt; ha ritenuto opportuno di dover effettuare dei controlli sulla spiaggia è perchè evidentemente c'era qualcosa che non rientrava nelle regole. Tengo ben a precisare a Mussoni due cose: la prima è che la legge non la faccio io e non la fanno nemmeno le Guardie Giurate, la fa lo Stato e gli organismi di cui dispone la attua e la deve far rispettare; la seconda è che la nostra categoria, per fortuna, non ha bisogno dei soldi dei bagnini della sua cooperativa. Ci mancherebbe. &lt;b&gt;Con orgoglio posso dire che da sempre le Guardie Particolari Giurate contribuiscono alla differenza, con la D maiuscola, sul territorio riminese".&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115365033876070536?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115365033876070536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115365033876070536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/sulla-spiaggia-ormai-e-scontro-aperto.html' title='&quot;SULLA SPIAGGIA ORMAI E&apos; SCONTRO APERTO&quot;'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115322195322384975</id><published>2006-07-18T13:24:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T13:25:53.226+02:00</updated><title type='text'>Apicella, è ancora incubo-sicurezza</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Pollena Trocchia. Pronto soccorso a rischio-sicurezza e la piaga dei parcheggiatori abusivi sempre presente. Dopo l'omicidio di Palmiro Capasso, autista di ambulanza ucciso lo scorso maggio in uno stanzino dell'Apicella, e la gambizzazione di un posteggiatore abusivo, all'ospedale di Pollena nulla sembra essere cambiato. Anzi. Basta poco per capire che i tanto attesi provvedimenti promessi dalla commissione straordinaria che amministra l'Asl Napoli 4 non sono mai stati applicati. «Non solo continuiamo a rischiare la vita, ma ora il rischio è maggiore - dice il personale del pronto soccorso - prima dell'omicidio c'erano due &lt;b&gt;GUARDIE GIURATE&lt;/b&gt; a presidiare la struttura durante la notte, adesso ce n'è una sola». Ma non tutti, all'ospedale sono disposti a parlarne. Una situazione che gli stessi sindacati «avrebbero» denunciato più volte ai vertici dell'Asl. Il condizionale è d'obbligo, visto che anche i rappresentanti dei lavoratori sono restii a uscire allo scoperto con una dichiarazione ufficiale. Così non resta altro da fare che attenersi a quanto affermano in forma anonima coloro che ogni giorno svolgono l'attività al pronto soccorso. Non dimentichiamo che di mezzo c'è un omicidio di camorra e il timore di esporsi in prima persona è tangibile. Neanche all'Asl c'è molta voglia di parlare. Così, alla domanda del perché ci siano meno &lt;b&gt;GUARDIE GIURATE&lt;/b&gt; al pronto soccorso in questo periodo rispetto al passato, nessuno sa o vuole dare una risposta. Si va avanti per ipotesi. «Forse si tratta - fanno sapere dagli uffici di Pomigliano, anche in questo caso in forma del tutto anonima - di una semplice riduzione di personale per le ferie estive. Noi, comumque, non ne sappiamo nulla». Resta lettera morta anche il provvedimento, emesso dalla commissione straordinaria subito dopo l'omicidio-Capasso, che imponeva ai vertici del nosocomio pollenese di provvedere a tenere lontani dalle aree di sosta interne alla struttura i parcheggiatori abusivi. Ebbene, ieri mattina - come accade fin dai giorni immediatamente successivi al delitto - i parcheggiatori erano tranquillamente al loro posto. Tutti «regolarmente» in servizio dalla mattina alla sera. L'unica cosa certa è che all'Apicella nulla è cambiato e le tanto sbandierate misure di sicurezza che sindacati e personale medico (per non parlare dell'interesse mostrato da alcuni parlamentari) avevano chiesto e che la commissione sembrava intenzionata a garantire, sono a oggi solo promesse non mantenute. E come ogni giorno, all'uscita dell'Apicella tutti, medici e infermieri compresi, sono costretti a pagare almeno 50 centesimi di euro ai parcheggiatori. Disagi che si affiancano alla carenza di personale infermieristico e alla chiusura delle sale operatorie per lavori di ristrutturazione. All'ospedale di Pollena viene garantito solo il servizio di emergenza mentre vengono sospesi i ricoveri ordinari.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115322195322384975?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322195322384975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322195322384975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/apicella-ancora-incubo-sicurezza.html' title='Apicella, è ancora incubo-sicurezza'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115322187949129194</id><published>2006-07-18T13:23:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T13:24:39.493+02:00</updated><title type='text'>GUAGNANO: TERRIBILE INCIDENTE NEL CENTRO ABITATO</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;GUAGNANO -&lt;/b&gt; Ancora un incidente mortale in moto. Ieri pomeriggio a Guagnano, all’incrocio fra le vie Umberto I e Rotari, ha perso la vita Mirko Caputo, 25 anni non ancora compiuti, abitante con la famiglia nella frazione di Villa Baldassarri, guardia giurata dell’istituto privato di vigilanza De Iaco Security. Proveniente proprio da casa ed a quanto pare diretto sul posto di lavoro a Campi Salentina, in sella alla sua Yahama 1000, allorché è giunto all’incrocio di cui s’è detto, il giovane si è trovato davanti l’autocarro guidato da un agricoltore del luogo, Mario Colaci, di 35 anni. Stando ai segni rimasti sull’asfalto, il centauro avrebbe frenato, ma il mezzo a due ruote si è comunque schiantato contro l’automezzo, dalla parte della ruota posteriore destra. Nell’impatto, assai violento, lo sfortunato giovane è stato sbalzato dal sellone e dopo un volo di un paio di metri è ricaduto sull’asfalto battendo il capo, che a quanto si sa era ancora avvolto dal casco di protezione. Sotto choc, il primo a prestare soccorso al motociclista, è stato proprio l’autista dell’autocarro, al quale si è subito dopo unito un vigilante dell’istituto Velialpol in servizio nella zona. E’ stato quest’ultimo a dare l’allarme, ed a fare intervenire sul posto il personale sanitario del 118, nonché i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Campi, e dal Comando di Guagnano, anche il vigile urbano Vincenzo Carrozzo. Ancora in vita, con l’ambulanza, Mirko Caputo è stato trasferito a sirene spiegate nel pronto soccorso dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce, dove gli sono state prestate tutte le cure possibili, ma poco dopo è purtroppo spirato. Sull’incrocio maledetto, intanto, gli uomini dell’Arma si sono dati da fare per ricostruire la dinamica dell’incidente, anche al fine di individuare eventuali responsabilità. I due mezzi coinvolti nello scontro sono stati ovviamente posti sotto sequestro ed affidati in custodia giudiziaria ad un’autocarrozzeria di Campi. Del tragico epilogo dell’incidente è stato avvertito il magistrato di turno, il sostituto procuratore Marco D’Agostino, che anche ai fini della celebrazione dei funerali, ha dato l’autorizzazione per la restituzione della salma ai familiari.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115322187949129194?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322187949129194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322187949129194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/guagnano-terribile-incidente-nel.html' title='GUAGNANO: TERRIBILE INCIDENTE NEL CENTRO ABITATO'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115322181376380543</id><published>2006-07-18T13:20:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T13:23:33.763+02:00</updated><title type='text'>ROMA: SCONTRO TRA AUTO E MOTO. MUORE GUARDIA GIURATA</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;ROMA - &lt;/b&gt;Incidente mortale, ieri mattina, sul lungotevere Tor di Nona. Per cause ancora da accertare, una motocicletta si è scontrata con un'auto finendo fuori strada. Lo scontro è avvenuto intorno alle sette. Per il centauro, una guardia giurata di 46 anni da tempo in servizio di vigilanza presso la sede del ministero dei Beni culturali che rientrava a casa dopo il turno di lavoro svolto nella notte, non c'è stato niente da fare. L'uomo è deceduto sul colpo. Inutili i soccorsi di un'ambulanza. Ai vigili urbani non è rimasto altro che procedere coi rilievi di rito. Sul fatto è stata aperta un'inchiesta. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115322181376380543?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322181376380543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322181376380543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/roma-scontro-tra-auto-e-moto-muore.html' title='ROMA: SCONTRO TRA AUTO E MOTO. MUORE GUARDIA GIURATA'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115322162741892776</id><published>2006-07-18T13:17:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T13:20:27.440+02:00</updated><title type='text'>Investiti da un’auto della vigilanza</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;ROBECCO D’OGLIO — L’orario di rientro era stato fissato dai genitori a mezzanotte e mezza. A mezzanotte e venti sono stati travolti e uccisi. A 16 anni. Erano amici inseparabili Federico Migliorati e Michelangelo Miglioli: stessa età, stesse passioni, stessi progetti. Persino gli stessi capelli alla moda. E insieme sono morti, investiti da un’auto a poche centinaia di metri dalle loro case, venerdì sera. Mentre in sella a una Vespa tornavano dalla cena nella cascina di un coetaneo: la pizza, due chiacchiere, i progetti per le vacanze. E poi la tragedia: l’urto, il sangue, il paese che richiamato dalle sirene si raccoglie intorno alle ambulanze. La fine di tutto. L’incidente all’incrocio tra via Sguazzi, via Bissolati e via De Gasperi, appena oltre il bar La Pesa e appena prima del vecchio passaggio a livello. I due ragazzi di Robecco erano sulla stessa Vespa Piaggio 50: guidava Federico. Ed è probabile stesse accompagnando a casa Michelangelo, che era dietro e non indossava il casco. Arrivavano da via Bissolati e volevano raggiungere via De Gasperi. Ma hanno attraversato la strada principale, via Sguazzi, senza accorgersi dell’arrivo della Fiat Punto dell’Ivri di Brescia condotta dal 28enne Donato Bartolo, guardia giurata: originario di Cerignola e residente nella città della Leonessa, stava andando a controllare la cabina del metano del quartiere e, a giudicare dall’assenza di tracce sull’asfalto, non ha nemmeno tentato di frenare. Si è trovato di fronte il motorino e lo ha centrato, spezzato in due proprio in mezzo all’incrocio e poi trascinato per poco meno di cinquanta metri. Infine anche l’agente, definitivamente perso il controllo della vettura, si è schiantato contro la recinzione in cemento di una villetta: ha riportato un trauma facciale ed è trattenuto in osservazione all’ospedale Maggiore. Ma se la caverà in una decina di giorni. Fede e Michi, loro no: per loro non c’è stato nulla da fare. Il primo è deceduto sul colpo. L’altro pochi istanti dopo l’arrivo del personale del 118: hanno tentato di tutto i medici, anche l’impossibile. Ma quando hanno iniziato il massaggio cardiaco, le speranze di tenere in vita il ragazzino erano ormai flebili quanto il suo respiro, appena percepibile. Indagano i carabinieri di Robecco d’Oglio. Sono rimasti nella via teatro del dramma sino alle cinque del mattino, gli uomini del maresciallo Sante Di Gioia. E dopo i nuovi rilievi, eseguiti ieri alla luce del sole, hanno raggiunto la ragionevole certezza che Migliorati e Miglioli non hanno dato la precedenza, come avrebbero dovuto, alla macchina dell’istituto di vigilanza. Una disattenzione. Una distrazione semplice. Ma dal prezzo troppo alto. Al vaglio dei militari, che hanno già inviato i primi atti alla procura, anche la velocità di Bartolo al momento dello schianto, decisiva per stabilire eventuali concorsi di colpa. Deciderà il sostituto procuratore Cinzia Piccioni, che per ora ha disposto l’autopsia e il sequestro dei mezzi. Non c’era più, il 28enne dell’Ivri, quando in via Sguazzi sono arrivati prima il papà di Federico e poi quello di Michelangelo. Pierangelo Migliorati e Renato Miglioli si sono spinti sino a un passo dai teli bianchi stesi sull’asfalto, sopra il cadavere dei loro figli. Li volevano vedere, li hanno bloccati i carabinieri: «Non guardateli adesso. Ricordateli da vivi».&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115322162741892776?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322162741892776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115322162741892776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/investiti-da-unauto-della-vigilanza.html' title='Investiti da un’auto della vigilanza'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115294982196503668</id><published>2006-07-15T09:47:00.000+02:00</published><updated>2006-07-15T09:50:21.966+02:00</updated><title type='text'>RIMINI: "CONTRO CHI ABUSA DELLA MIA PROFESSIONE"</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Siamo ancora in attesa di capire se e quando verranno effettuati i controlli inerenti "l’abuso di professione" rivolta alle discoteche della riviera e ai locali del Marano. Nonostante l’invio di comunicazioni urgenti sia al Questore che al Prefetto che al Ministro, a tutt’oggi non ci risultano siano stati effettuati controlli ad hoc su questo fenomeno che dilaga in maniera sconsiderata ma che ha operato e opera senza alcun tipo di controllo. Siamo alle solite, tutti se ne fregano altamente di applicare la legge o quanto meno richiederne l’applicazione; personalmente ho moltissima fiducia nel Nucleo Carabinieri dell’Ufficio del Lavoro di Rimini sia per il modo d’imporre il principio di legalità, sia per il modo di operare. In risposta a Pioggia, posso solo dire che il problema, per quel che mi riguarda, compete sia il Marano che le Discoteche di tutta la riviera romagnola. Non occorreva che Pioggia si rendesse conto solo oggi che nelle discoteche regna l’abusivismo, anche perché qualche anno fa, sempre in tema di vigilanza privata, dichiaro che non c’era alcun problema. A questo punto possiamo pensare che ci siano propri interessi rivolti verso qualche locale in particolare. I corsi che Pioggia pubblicizza indicando l’adeguamento dei "buttafuori" delle colline riccionese, sono anche loro abusivi perché resta il discorso che alla base le persone preposte a tale servizio devono solo essere figure giuridiche decretate e riconosciute dalla Questura e Prefettura. Resta ben inteso che se dovessi accorgermi per qualche ragione che qualche "buttafuori", operante nel settore delle discoteche, sia stato decretato abusivamente da Prefettura e/o Questura per questo tipo di mansione, non perderemo neanche un solo secondo per informare chi di dovere segnalando l’illecito.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115294982196503668?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115294982196503668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115294982196503668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/rimini-contro-chi-abusa-della-mia.html' title='RIMINI: &quot;CONTRO CHI ABUSA DELLA MIA PROFESSIONE&quot;'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115294966585941931</id><published>2006-07-15T09:46:00.000+02:00</published><updated>2006-07-15T09:47:45.860+02:00</updated><title type='text'>ARRESTO IN FLAGRANZA PER FURTO AGGRAVATO IN ZONA VOMERO</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Un uomo, Luigi CLARIZIA, 33enne, pregiudicato, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato P.S. Vomero, poiché colto nella flagranza del reato di furto aggravato. Nella mattinata di ieri presso il megastore “FNAC”, ubicato in via Luca GIORDANO, gli agenti della Volante Vomero notavano la guardia giurata, all’esterno del suddetto esercizio commerciale, in procinto di bloccare il malvivente che stava per dileguarsi dopo aver asportato dal negozio un cellulare Motorola W360 del di €160,00. Gli agenti prontamente intervenuti procedevano a bloccarlo ed a perquisirlo. Il CLARIZIA è stato trovato in possesso del cellulare e di un taglierino utilizzato per asportare le placchette antifurto. Per l’uomo sono scattate le manette.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115294966585941931?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115294966585941931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115294966585941931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/arresto-in-flagranza-per-furto.html' title='ARRESTO IN FLAGRANZA PER FURTO AGGRAVATO IN ZONA VOMERO'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115294960271570438</id><published>2006-07-15T09:43:00.000+02:00</published><updated>2006-07-15T09:46:42.753+02:00</updated><title type='text'>VIBO VALENTIA. "È necessaria una soluzione immediata della vertenza"</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;VIBO VALENTIA. “È necessaria una soluzione immediata della vertenza, dando certezza lavorativa ai sei lavoratori che la Società di Vibo di Vigilanza Italia ha licenziato da due mesi”. È quanto sostiene, in un comunicato, l’Esecutivo nazionale dello Slai Cobas. “Esprimiamo inoltre - è scritto nel comunicato - profondo sdegno per l’intervento della Digos e della polizia che ha ammanettato per due volte il coordinatore provinciale dello Slai Cobas di Vibo Valentia, Nazareno Piperno, “colpevole” di aver partecipato ad un presidio alla sede di Vibo di Vigilanza Italia. Alcuni lavoratori nell’occasione hanno riportato grossi lividi, rimanendo feriti. Con il sostegno dello Slai Cobas e di tutta la cittadinanza i sei lavoratori licenziati stanno facendo un presidio ininterrotto 24 ore su 24 da oltre due mesi, prima davanti alla prefettura e poi, da 15 giorni, dopo ripetuti interventi del Prefetto e della Regione, che davano per imminente una soluzione positiva della vertenza, il presidio si é spostato alla sede di Vibo dello Slai Cobas”.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115294960271570438?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115294960271570438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115294960271570438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/vibo-valentia-necessaria-una-soluzione.html' title='VIBO VALENTIA. &quot;È necessaria una soluzione immediata della vertenza&quot;'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11413215.post-115226718986581558</id><published>2006-07-07T12:12:00.000+02:00</published><updated>2006-07-07T12:13:09.866+02:00</updated><title type='text'>Tutela per le guardie giurate</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica;font-size:85%;"&gt;Nasce un nuovo sindacato di guardie giurate a Pordenone e provincia. Si tratta del SAGG , il Sindacato Autonomo guardie Giurate. Il segretario nazionale, Sandro Ceccato, si è posto come obbiettivo la tutela dei diritti delle guardie giurate particolari, che svolgono un compito difficile nelle movimentate notti pordenonesi. I furti sono all'ordine del giorno e gli episodi di microcriminalità di fatto hanno trasformato quella che all'epoca era un'isola felice in un territorio in cui si devono tenere gli occhi aperti a tutte le ore. Delegato sindacale del sindacato è stata nominata una donna, Serena Dorigo. La segreteria nazionale non è poi così lontana visto che è stata fissata a Portogruaro.&lt;br /&gt;"Da anni - afferma il segretario Ceccato - la categoria vive all'ombra delle contrattazioni collettive nazionali che, oltre a non regalare risultati soddisfacenti, non garantiscono condizioni lavorative dignitose alle guardie giurate, alla mercè degli istituti di vigilanza privata".&lt;br /&gt;Il SAGG ha le idee chiare anche sul contratto nazionale, che di fatto contesta. "E' una vergogna a mio avviso - continua Ceccato - che venga concordato dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale un aumento dilazionato in tre trache fino al primo gennaio 2008. Le guardie giurate percepiscono uno stipendio misero, che non supera i mille euro. Vogliamo dire basta al liberismo selvaggio concesso ai padroni ed esprimere la disapprovazione della categoria denunciando le illegalità e le inosservanze dei regolamenti".&lt;br /&gt;Per ora al SAGG hanno aderito già una decina di guardie giurate pronte a far valere i loro diritti in quello che da più parti viene considerato un settore che meriterebbe maggiore considerazione.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11413215-115226718986581558?l=polizia-privata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115226718986581558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11413215/posts/default/115226718986581558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://polizia-privata.blogspot.com/2006/07/tutela-per-le-guardie-giurate.html' title='Tutela per le guardie giurate'/><author><name>webmaster</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01735031021935022799'/></author></entry></feed>