RIMINI: ESTATE E ABUSIVISMO
RIMINI (9 giu. 2006) - E’ appena iniziata l’estate, e insieme ad essa sono iniziate gli ormai soliti problemi di abusivismo; in questo caso non parliamo di abusivismo commerciale, che ormai dilaga incontrastata su tutto il territorio, ma parliamo dei “Vigilantes abusivi”. Sia a Rimini che a Riccione sono presenti i soliti abusivi recanti scritte, sulle spalle “STAFF” e “SECURITY”. Chiariamo per l’ennesimo anno che sono persone non autorizzate ad effettuare quel tipo di servizio, perché non in regola con i regolari permessi previsti dalla normativa vigente; di questo ne siamo certi, visto che le sole persone giuridicamente riconosciute sono le Guardie Particolari Giurate.
Al momento ci risulta, infatti, che il solo arenile vigilato regolarmente dalle Guardie Giurate, sia quello di Cattolica, e nello stretto specifico, quello della Cooperativa Regina dell’Adriatico, che con tre Guardie, vigila dai bagni 76 ai bagni 99. Forse a Cattolica è più presente la voglia di lavorare in un clima di vera legalità. Sia Riccione che Rimini sono ormai note per queste situazioni di estrema illegalità, ma ormai non fa neanche più effetto e notizia visto che entrambi i comuni vivono di “assuefazione da illegalità”; certo è, che da amministrazioni di sinistra non ci si potrebbe aspettare una cosa diversa visto che il loro mondo politico extra-terrestre parla solo di chiacchiere e previsioni, ma di fatti concreti zero spaccato. Purtroppo la colpa non è neanche loro visto che si tratta di un problema di DNA, e quindi di ignoranza innata e tramandata per discendenze generazionali. Bisogna aver pietà anche di questa “marmaglia”. Comunico, giusto per rasserenare i cuori delle amministrazioni comunali riminesi e riccionese, che la “guerra” è appena iniziata e per ogni irregolarità da oggi in poi seguiranno denunce e esposti all’autorità competenti.
Al momento ci risulta, infatti, che il solo arenile vigilato regolarmente dalle Guardie Giurate, sia quello di Cattolica, e nello stretto specifico, quello della Cooperativa Regina dell’Adriatico, che con tre Guardie, vigila dai bagni 76 ai bagni 99. Forse a Cattolica è più presente la voglia di lavorare in un clima di vera legalità. Sia Riccione che Rimini sono ormai note per queste situazioni di estrema illegalità, ma ormai non fa neanche più effetto e notizia visto che entrambi i comuni vivono di “assuefazione da illegalità”; certo è, che da amministrazioni di sinistra non ci si potrebbe aspettare una cosa diversa visto che il loro mondo politico extra-terrestre parla solo di chiacchiere e previsioni, ma di fatti concreti zero spaccato. Purtroppo la colpa non è neanche loro visto che si tratta di un problema di DNA, e quindi di ignoranza innata e tramandata per discendenze generazionali. Bisogna aver pietà anche di questa “marmaglia”. Comunico, giusto per rasserenare i cuori delle amministrazioni comunali riminesi e riccionese, che la “guerra” è appena iniziata e per ogni irregolarità da oggi in poi seguiranno denunce e esposti all’autorità competenti.

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